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Pesi e dintorni

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Storia

La presenza dell'uomo sul territorio di Santu Lussurgiu ha radici antichissime, databili addirittura al Neolitico, come testimoniano resti di tombe dei giganti, nuraghi e domus de janas situati nelle campagne circostanti. Il territorio lussurgese vede anche il passaggio dei romani, strenuamente contrastati e infine cacciati da Amsicora, comandante dei Sardi Pelliti.

Ma è intorno all'anno mille che si può iniziare a parlare di vera e propria nascita del paese. Stando alle testimonianze degli storici, è attorno alle falde del massiccio vulcanico del Montiferru che si costituisce un primo, piccolo, nucleo abitativo: in parte per la presenza di sorgenti d'acqua, e in parte per la vicinanza di una chiesa dedicata a San Lussorio, martire molto venerato dai sardi dell'epoca, il cui altare viene consacrato nel 1185 dal vescovo di Bosa Dionisio Regneri. Ancora oggi il centro storico, con viottoli stretti in acciottolato di basalto, antiche arcate e portici in pietra, mostra chiare testimonianze dell'epoca medievale. Il periodo giudicale, durante il quale Santu Lussurgiu viene assegnato al giudicato di Torres, non risulta particolarmente rilevante in termini storici o politici.

Tuttavia l'arrivo, proprio in quegli anni (1478), dei Frati Minori Osservanti, determina un'importante svolta per il paese: la costruzione del convento e della chiesa di Santa Maria degli Angeli. Furono questi i primi passi di un comune destinato a diventare ben presto fiorente centro economico, sociale e culturale.

I luoghi ameni del territorio lussurgese e le fresche acque di sorgente, fanno di Santu Lussurgiu meta ambita di nobili e letterati del tempo, strenui sostenitori, fra l'altro, degli utopistici ideali francesi. E' in questo clima rivoluzionario, che i moti antifeudali (1796 - 1803) vedono Santu Lussurgiu schierato in prima linea al fianco di Giovanni Maria Angioy contro il Regno Sardo Piemontese. Nel XIX secolo il paese si conferma prospero centro culturale dell'oristanese, mentre la popolazione raggiunge i seimila abitanti.

Solo dopo la seconda guerra mondiale, Santu Lussurgiu vede dimezzata la sua popolazione per le forti ondate migratorie nel resto d'Italia e all'estero. Grazie a cospicui lasciti di Pietro Paolo Carta e Giovanni Andrea Meloni, a Santu Lussurgiu viene fondata, a metà del secolo, una scuola di latinità e retorica. Gestita prima dagli Scolopi e, successivamente, dai Salesiani, annovera fra i suoi allievi alcuni tra i più illustri nomi della storia sarda e italiana, come Antonio Gramsci.


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